Equinozio Spinoso

26/03/2015

 

Quando il giorno e la notte si raggiungono, l'equilibrio trova spazio e l'uomo fa pace con la sua ombra.

L'Equinozio di primavera lascia che la luce e le tenebre si uniscano, in una pacifica quanto suggestiva pace delle metà. Quest'anno c'era anche l'eclissi a proteggere, con un alone speciale, la luna e il sole uniti non solo simbolicamente, ma poeticamente sotto gli occhi di tutti. Un evento così non poteva che essere celebrato.

La Spinosa e i suoi amici hanno voluto rendere omaggio alla natura, alla terra, al cielo, all'uomo, con una cena particolare, in cui tutti potessero davvero sentirsi protagonisti. Prima di tutto il cibo, con le sue bontà di stagione, doni di una terra che non vogliamo sfruttare, ma solo accompagnare nei suoi cicli. Dalle tartine con la salsa Hypnosis a base di escolzia e pomodori secchi al consommé di radici con dadini di barbabietola e crostini alla salvia, dal riso con primule e viole al tortino di erbe di campo, dai fagioli all'elicriso e santoreggia al dolce con ricotta, polline e miele di castagno: nei piatti si sono rincorsi i colori dell'Equinozio, mentre nei bicchieri scendevano vino rosé e tisana alla melissa.

Il fuoco, i bracieri, le luci e le fiamme di villa Ziveri hanno fatto sentire a casa noi che in cucina ci siamo scaldati, divertiti, commossi.

L'equilibrio è stato un'esperienza, molto palpabile, che resterà impressa nei ricordi: nelle mani di Robert Cross che ha realizzato per l'occasione le zuppiere con le quali abbiamo iniziato a servire la cena, contenitori evocativi di un calore che in tavola non deve mai mancare; sui visi di Aldo, Alessandro, Alice e Sonia, che con il sorriso e la complicità "ci" hanno portato in sala tessendo un filo sempre vivo tra cucina e commensali; negli occhi di Andrea, che vede sempre le cose con fiducia e accoglienza. Ma anche in quelli di Misha, che non si accontenta di vedere il bello e che ogni volta lo condivide attraverso le sue foto. Grazie a chi c'era e a chi avrebbe voluto esserci ma non ha fatto in tempo.

E ora che la primavera abbia inizio e che la Saxifraga, pianta che abbiamo scelto come centrotavola della cena, ricordi a tutti noi che si può crescere ovunque, basta ricordarsi di cercare la luce.

 

 

 

 

 

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